VinNatur: “Ecco perché fare chiarezza sui vini naturali aiuterebbe anche noi”

VINNATUR APRE A UN INQUADRAMENTO DI LEGGE DEL METODO DI PRODUZIONE E LAMENTA L’USO IMPROPRIO DI CHI APPROFITTA DEL SUCCESSO DI UNA CATEGORIA IN ASCESA. SULL’URGENZA DI REGOLE ANCHE L’INDUSTRIA ITALIANA FARÀ PRESSING SU BRUXELLES E, INTANTO, IN FRANCIA CI SONO UN SINDACATO E UN MARCHIO AMMESSI DAL MINISTERO.

Biologico, biodinamico, naturale. Tre segmenti del vino mondiale tra i più performanti degli ultimi anni e attesi in forte crescita anche nel post-Covid, secondo recenti indagini dell’istituto di ricerca e analisi di mercato Iwsr. Sul settimanale Tre Bicchieri ne abbiamo discusso nei mesi scorsi, per indicare un trend che coinvolge tutti i canali di commercializzazione, compresa la distribuzione moderna, grazie al graduale cambiamento di preferenze di un consumatore sempre più informato e bisognoso di trovare anche in questo alimento dei valori di tipo salutistico, collegati a comportamenti virtuosi che partano dalla filiera dei produttori fino all’atto dell’acquisto. Ma se in materia di biologico esiste una legge europea che regola questo tipo di produzioni in base a specifici sistemi di certificazione e controllo, e se anche il biodinamico poggia le proprie basi su criteri legati al biologico, per quanto riguarda il vino naturale (o prodotto con metodo naturale) non esiste una norma condivisa che codifichi né la tipologia né il suo uso in etichetta.

Vini naturali: termine fuorviante

Nel settembre scorso, la Direzione generale agricoltura della Commissione europea, sollecitata dal Ceev-Comité vins, che rappresenta la gran parte delle associazioni degli industriali del vino del Vecchio Continente, aveva chiesto un parere specifico sulla liceità e opportunità dell’uso dei termini “naturale” e “metodo naturale” applicati alle etichette dei vini. La risposta di Bruxelles è stata chiara: “misleading”, ovvero ingannevole e fuorviante per il consumatore, in quanto suggerirebbe l’idea di un vino “naturale” migliore rispetto a un vino convenzionale. La notizia, rimbalzata in Italia attraverso l’Unione italiana vini (aderente al Ceev), ha riacceso i riflettori su un tema non certamente nuovo di zecca, ma su cui sia da parte dell’industria italiana, sia spagnola e francese, sta aumentando il pressing a livello istituzionale per una soluzione condivisa nei parametri di legge.

Un tema che sarà oggetto di dibattito nel prossimo 2021, anche alla luce della crisi economica che sta attraversando il vino e dell’interesse – e del successo – commerciale che stanno incontrando i vini naturali. Negli ultimi dieci anni, il mercato dei vini naturali, del resto, si è espanso in modo significativo e le prospettive future vanno in questa direzione. Dopo la nascita del movimento in Francia negli anni Ottanta, la fama di questa tipologia di prodotti si è estesa diventando un fenomeno globale, nonostante resti ancora una nicchia.

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